La corrispondenza scolastica al tempo dell’emergenza

disegno di un bambino

All’inizio del viaggio…

Una maestra avvia una corrispondenza con i suoi bambini di seconda della Scuola Primaria. Qui trovi lo sviluppo del lavoro nel tempo, gli scambi con i bambini, ma soprattutto le riflessioni e le motivazioni che hanno portato Sonia, l’insegnante, a fare questa proposta ai bambini. In questo caso è stato usato padlet https://it.padlet.com/, una app gratuita che permette facili scambi a distanza.

La corrispondenza scolastica al tempo dell’emergenza

“Care maestre, mi manca la scuola, che seccatura il coronavirus!” (Giorgio, classe II)

In questi giorni di scuola senza scuola, fin dai primi momenti dell’emergenza, ci è sembrato necessario ristabilire una relazione con i bambini, un contatto che non fosse solo mediato dai messaggi dei genitori e istituzionalizzato dalle circolari e dalla  comunicazione ufficiale. Avevamo innanzitutto il desiderio di riprendere il filo del discorso con ciascuno di loro e con la classe intera e l’unico modo per farlo era ripartire dalle pratiche scolastiche già sperimentate, pratiche che già costituivano il tessuto del nostro modo di fare scuola. Per questo siamo partite dalla corrispondenza scolastica.

I nostri bambini hanno imparato in prima a leggere e a scrivere leggendo e scrivendo lettere, biglietti, ricette, liste della spesa, ordini del materiale comune, relazioni per gli altri: tutti gli atti di scrittura del percorso sono stati caratterizzati da una chiara valenza sociale, esplicita anche ai bambini. Si scrive innanzitutto per qualcuno. Si scrive perché si vuole comunicare qualcosa. Si scrive perché si desidera una risposta dell’altro, perché si intende generare un processo circolare di risonanze nell’altro e nel gruppo, con qualcuno che non è lì per correggere ma per comprendere prima di tutto la natura di quel messaggio e che è interessato a capirne il contenuto, che è anche preoccupato della forma, ma solo nella misura in cui questa sia all’altezza di restituire il pensiero di chi ha scritto: “a Barbiana avevo imparato che le regole dello scrivere sono: aver qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti. Sapere a chi si scrive” (Scuola di Barbiana, 1967).

Freinet descrive con parole piene di entusiasmo la scoperta della pratica della corrispondenza e delle ricadute sul processo di scrittura: “non si trattava più di uno di quei procedimenti pedagogici, pretenziosamente qualificati con l’appellativo di metodo, ma di una forma nuova di vita a scuola, anima e strumento dello sforzo scolastico a cui tendevo” (Freinet, 1977). Pettini sottolinea la valenza sociale di questa pratica freinetiana: “ogni ragazzo sente concretamente  la presenza dell’altro in ciò di cui egli ha più bisogno: la solidarietà nasce così concretamente e non attraverso prediche che non vengono comprese” (Pettini, 1952). È con questo sfondo che è proseguito il lavoro di corrispondenza iniziato in prima come naturale esigenza di questo periodo: la corrispondenza è diventata il filo del nostro dialogo e ha creato una fitta rete di scambi con le maestre e con i compagni.

Gli scambi con loro si sono riempiti all’inizio della necessità di raccontare la stranezza di questo momento e successivamente le interazioni scritte hanno lasciato spazio ai contenuti che sono proposti solo alla luce degli interessi che i bambini stanno sperimentando in questo momento. Ecco alcuni esempi che ricostruiscono il percorso con un bambino in particolare ma che diventano paradigmatici della modalità utilizzata per la classe:


Venerdì 6 marzo 2020

Cara Sonia ed Erika,

sono a casa ormai da 10 giorni, mi manca tantissimo la scuola, mi mancano i miei amici, voi maestre, che seccatura il Coronavirus. Per non annoiarmi ho fatto queste cose: cucinare, giocare, giochi da tavolo, passo molto più tempo con la mia mamma e mio fratello, spero di vedervi presto.

Giorgio


Sabato, 7 Marzo 2020

Caro Giorgio,

ci ha fatto tanto piacere ricevere la tua lettera. Anche tu e tutti i tuoi compagni ci mancate tanto e non vediamo l’ora di riabbracciarvi.

Hai fatto bene a tenerti impegnato facendo tante cose diverse per non annoiarti, senza usare i videogiochi.

Anche se, come dici tu, il corona virus è una “seccattura”, penso che, come in tutte le situazioni, dovremmo vederne anche il lato positivo: poter restare un po’ di più a casa con la mamma e con il tuo fratellino non capita spesso perché le mamme (come i papà) sono sempre molto occupate e spesso, anche se lo desiderano, non possono stare con i loro bambini.

Vorremmo sapere se ti sono arrivati gli occhiali e se li hai già provati. A noi maestre, quando abbiamo iniziato a indossarli, all’inizio davano un pochino fastidio perché gli occhi si dovevano abituare ma poi non ci siamo più accorte di averli (anche se Sonia a volte porta le lenti a contatto) e ci sono stati davvero molto utili. Speriamo di poterti vedere presto perché siamo sicure che ti stiano benissimo.  Potresti mandarci un disegno di come sono fatti?

Abbiamo letto anche il tuo “Cari amici…” e ti ringraziamo per la ricetta che ci hai scritto, se ci sarà possibile la proveremo perché ci hai fatto venire l’acquolina in bocca. Ti manderemo le foto del risultato finale così ci potrai dare un tuo parere, dato che sei un esperto!!

Ci ricordiamo che lo scorso anno ti era piaciuto tanto lavorare la creta, sarebbe bello se potessi usarla anche a casa e portarci a scuola i tuoi lavori da mostrare ai compagni e a noi maestri.

Alla prossima letterina…


Mercoledì, 11 marzo 2020

Cari amici, come tutti voi sono molto annoiato e quindi ho pensato di provare nuove ricette ho provato. I chicken nuggets e molte altre.


Giovedì, 12 Marzo 2020

Caro Giorgio,

ti ringraziamo tanto per le tue letterine, ci tengono compagnia e ci divertono perché sei davvero molto simpatico. Purtroppo, a quanto pare, saremo bloccati in casa ancora per un po’ ma per fortuna non ci mancano le cose da fare, anche se non vediamo l’ora che tutto finisca per riprendere la nostra vita di sempre.

Purtroppo anche mia figlia Gaia non ha potuto ritirare gli occhiali nuovi. Lei però li indossa da quando era molto molto piccola (aveva solo 2 anni) e per ora continuerà a portare quelli vecchi.

Ci raccomandiamo tanto di non usare troppo i videogiochi anche se immaginiamo che, stando a casa, ti venga più spontaneo, quando magari sei un po’ annoiato…

Per fortuna i tuoi genitori ed i nonni possono fare con te molte cose. A proposito… devo proprio ringraziarti per la ricetta dei nuggets che ci hai mandato, io non la conoscevo. Anche se non sono una grande cuoca, ho provato a prepararli. Questa volta li ho cucinati da sola perché Gaia, avendo molto da studiare, non ha potuto aiutarmi, però li ha molto graditi e mi ha chiesto di ringraziarti. Ti allego una foto per avere un tuo commento ed i tuoi consigli, ti sembrano fatti abbastanza bene? Forse ho esagerato con le dimensioni? E poi non ho capito bene una cosa: il pane da frullare con il pollo deve essere fresco e morbido o va bene anche se lo abbiamo in casa da qualche giorno? Io nel dubbio, ne ho messo poco…

Sonia ed io siamo felicissime che tu abbia iniziato a leggere anche in inglese, ci complimentiamo con te!! Io in particolare ti sono davvero grata perché mi sei molto di aiuto con Sabiha, io purtroppo ho studiato solo il francese e, se non ci fossi tu, mi troverei in difficoltà.

Negli allegati, oltre alla foto troverai una scheda di rinforzo sulle doppie perché ho notato che, nella tua precedente letterina, ne mancavano alcune, forse per distrazione. Ti suggeriamo anche di rileggerla e di provare a correggere gli errori. Ti mandiamo il link di una canzoncina simpatica proprio sulle doppie, che si intitola “Viva le doppie” ( https://youtu.be/xa0lJvdlcRQ), ci dirai se ti è piaciuta oppure no, perché non conosciamo bene i tuoi gusti musicali (ma sappiamo che te la cavi molto bene con iballi irlandesi e che la musica tipica dell’Irlanda ti piace)…Ti ricordi lo scorso anno come ci siamo divertiti?

Continua a scriverci…

Un bacione

Sonia ed Erika


In questi scambi tra bambino e maestre possiamo rintracciare la continuità tra i giorni di scuola e senza scuola: gli aspetti che erano rimasti in sospeso, le piccole preoccupazioni, le abitudini, gli interessi che caratterizzano ciascuno di noi, le nuove esperienze vissute a casa vengono realmente valorizzate perché le ricette consigliate diventano occasione di scambio, i punti di forza sono ricordati e ricontestualizzati all’interno della classe (l’inglese per comunicare con la compagna arrivata da poco in Italia). Non si dimenticano gli aspetti formali, vengono rilevati gli elementi da migliorare come l’uso delle doppie e si comunica al bambino la possibilità di esercitarsi su questo aspetto. In queste interazioni è sempre presente una contestualizzazione delle richieste e si crea una situazione ricca di senso agganciata a ciò che gli alunni stanno sperimentando in questo momento. Le risposte dei bambini e il fatto che continuino a scrivere ci restituiscono la comprensione del ruolo della scrittura, della sua funzione in questo momento particolare: viene sperimentato un nuovo modo di comunicare e di appartenere al gruppo classe. Si tratta di un dialogo che non deve interrompersi perché nasce da una reale necessità e si libera dal dovere della scrittura: è per questo che ha luogo spontaneamente e viene rinnovato ogni giorno.

Sonia Sorgato
Scuola: I.C. G.B. Perasso (Milano)
Classe II Primaria

Le lettere di risposta ai bambini sono state scritte e raccolte insieme a Erika Valentini, sono state inviate via mail ed esposte all’interno di una bacheca virtuale (www.padlet.com) condivisa con tutti i bambini della classe.

Bibliografia

  • Freinet C. (1978), La scuola del fare, Bergamo, Edizioni junior.
  • Nicolli S. (a cura di) (2016), “Cari amici vi scrivo”. La corrispondenza scolastica ai tempi di internet, Bergamo, Edizioni junior.
  • Pettini A. (1952), Le tecniche Freinet, Bologna, Studio editoriale.
  • Scuola di Barbiana (1967), Lettera a una professoressa, Firenze, Libreria editrice fiorentina.
  • Vretemar N. (2011), In punta di penna, Bergamo, Edizioni junior.

Altri diari dell’infanzia sono visibili in questa sezione. Se invece vuoi proseguire con la scuola primaria, ecco una maestra di quinta, Paola, che offre alcuni spunti riflessione sulla didattica a distanza, problemi che oggi ogni docente si trova ad affrontare quotidianamente.

Testimonianza Paola Capitanio

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