Creare nuove routine per la relazione a distanza

bambini che giocano all'aperto

Riflessioni della maestra dell’infanzia, Sara, che racconta come si è trasformata la relazione a distanza con i bambini:  dalla scelta iniziale di inviare “cose da fare” a quella di far sentire ai bambini la vicinanza delle maestre con brevi video settimanali di saluto

CREARE NUOVE ROUTINE PER LA RELAZIONE A DISTANZA  

Dalle cose per “fare” ai video di saluto per “esserci” 

Sara Pedrini
Scuola dell’infanzia A. Noli Marenzi –  Telgate (BG)
Gruppo misto (4-5 anni)

Sono decisamente giorni strani, a tratti troppo assordanti, a tratti troppo silenziosi. Forse, però, la verità è che sono giorni vuoti, sospesi, in cui nessuno di noi è abituato a stare e a so-stare. 

Siamo stati catapultati da una scuola piena di colori, profumi, rumori, visi, abbracci, ginocchia sbucciate, conflitti da consolare, a una stanza vuota, una casa, a volte fin troppo nostra, in una dimensione intima e interiore, che ci ha costretto a fermarci e interrogarci.

Cosa fare? Come fare?

Inizialmente, come collegio docenti, abbiamo deciso di inviare materiale, cose da fare, idee e attività per scandire la giornata. Grazie all’aiuto dei genitori rappresentanti la comunicazione è risultata fluida ed efficace. Con il passare dei giorni, però, ci siamo chieste se fosse così importante spedire materiale sul FARE, sull’impiegare tempo, sul non annoiarsi. Abbiamo riflettuto su quanto anche le nostre giornate (da adulti) fossero estremamente cambiate: era un tempo nuovo, da RI-organizzare, con una nuova routine. Così, è nata l’idea di mandare brevi video di saluto a fine settimana, mostrandoci in video e inquadrando il nostro volto. Crediamo che sia questo di cui ora i bambini e le bambine (ma anche i grandi) abbiano bisogno in questo momento: di vedere facce, di sentire relazioni. È il nostro modo per non rompere il legame che abbiamo costruito finora negli anni scolastici ed educativi. Sicuramente si tratta di un rapporto diverso, ma che continua ad esserci: è presente, ma in altro modo.

Credo, infine, che queste emergenze, questi avvenimenti fuori dall’ordinario aiutino, anche se nella difficoltà, tutte le menti ad aprirsi ad un pensiero diverso, ad un pensiero altro da quello a cui siamo soliti pensare nella nostra quotidianità. È, quindi, in occasioni come queste, che l’essere insegnante, ma soprattutto l’essere educatore, fa uscire la parte migliore di noi: far sentire all’altro il nostro ESSERCI.

Altri diari dell’infanzia e della scuola primaria sono visibili nella sezione Diari di viaggio. Se vuoi esplorare il Diario di una maestra della scuola dell’infanzia, quello di Valeria ti offre alcuni spunti riflessione sulla didattica a distanza. 

Testimonianza Valeria Vismara: https://bicoccaconlescuole.unimib.it/2020/03/23/dico-la-mia-tu-dici-la-tua/

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