Come è possibile la vicinanza e la cura a distanza? 

bambini che giocano al parco giochi

Elisabetta, maestra dell’infanzia, racconta come, con il gruppo dei colleghi, si sia attrezzata per imparare ad usare nuovi strumenti (video, applicazioni per la creazione di giochi, programmi per scaricare e modificare le tracce musicali) per rendere tangibile la presenza a distanza ai bambini di tutte le famiglie, anche le più disagiate. 

Come è possibile la vicinanza e la cura a distanza? 

Separate, ma unite, le colleghe formano il gruppo scuola  

Elisabetta Freri
Scuola dell’ infanzia di Via Beretta, Arcore (MB)
Gruppo misto (3-5 anni)

Un qualsiasi pensiero che riguarda la didattica a distanza non può essere slegato da un più ampio pensiero circa tutta la situazione che stiamo vivendo come paese, come docenti, come genitori e figli. Ci siamo trovati dall’oggi al domani in una dimensione di vita completamente nuova e complicata, angosciante, a cui nonostante tutto ci siamo dovuti abituare velocemente per poter continuare a svolgere la nostra attività educativa e formativa a distanza.

Il primo pensiero che mi è venuto quando ci hanno chiesto di lavorare sulla piattaforma attivata dall’Istituto sono state le mie competenze: scarse ma non scarsissime e che avrebbero comunque necessitato di molto lavoro per diventare abilità spendibili ed efficaci in una classe virtuale. Un secondo pensiero l’ho rivolto a tutte le docenti che non si trovano a proprio agio con le nuove tecnologie e alla difficoltà e alla fatica e allo stress di doversi reinventare come docenti, fatica che sarebbe andata ad aggiungersi all’angoscia di questo periodo. La terza considerazione ma non l’ultima in termini di evidenza problematica è che, in una scuola frequentata da un alto numero di bambini stranieri come la nostra, molti di coloro che vivono in famiglie economicamente svantaggiate, probabilmente non si sarebbero iscritti, andando così ad approfondire ulteriormente il dislivello già presente tra le proprie competenze e quelle degli amici più fortunati che avrebbero potuto godere di questa opportunità. 

Questi i pensieri immediati.. .e tutto il senso di frustrazione per l’ingiustizia di questa ultima situazione presa in considerazione.

Ma in misura ancora maggiore mi sono chiesta come e con quali strumenti fosse possibile tentare di realizzare al meglio un surrogato della mia azione didattica. A distanza?!? Come è possibile?!? 

Come si può fare?

Nella scuola dell’infanzia, più che in altri ordini di scuola, l’atto educativo si fa gesto di cura e premura, contatto fisico, e l’apprendimento si fa corpo che interamente agisce e interagisce con noi e le nostre proposte operative. A distanza come è possibile rendere la vicinanza, la cura, oltre e ancor prima del raggiungimento degli obiettivi e dell’approfondimento dei contenuti?

E poi specialmente come intervenire con un approccio delicato, non invasivo nelle famiglie già provate dalla situazione, senza fare richieste complesse che poi vanno inevitabilmente a ricadere sui genitori già stanchi e stressati? 

Intanto che tutte queste domande e queste considerazioni si affollavano nella mia mente mi sono messa al lavoro un passo alla volta e come me tutte le mie colleghe, INSIEME.

INSIEME abbiamo creato un gruppo scuola nel quale condividiamo prodotti, idee, metodologie. L’idea è separate ma unite e anche se è difficile cercare di rendere attraverso proposte semplici la nostra presenza tangibile ai bambini ci abbiamo provato imparando ad usare video editing applicazioni per la creazione di giochi, programmi per scaricare e modificare le tracce musicali, abbiamo dovuto imparare ad usare strumenti che nella pratica didattica abituale usavamo poco ma che in questa situazione di emergenza sono risultati efficaci. 

Ci auguriamo, partecipando a questa iniziativa di entrare a far parte di una comunità educante ancora più ampia, che ci consenta la libera circolazione di idee e materiali indispensabili a fare il nostro lavoro OGGI e a farlo bene.

Elisabetta Freri e il gruppo di docenti 

Altri diari dell’infanzia e della scuola primaria  sono visibili nella sezione Diari di viaggio.

Se vuoi esplorare il Diario di una maestra della scuola dell’infanzia, quello di Valeria ti offre alcuni spunti riflessione sulla didattica a distanza. Testimonianza Valeria Vismara: https://bicoccaconlescuole.unimib.it/2020/03/23/dico-la-mia-tu-dici-la-tua/

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